CELEBRAZIONI DEL BIMILLENARIO PLINIANO

I Plinii sono uomini del Rinascimento ante litteram. Veri portatori di una modernità eterna

Corriere della Sera, 24 novembre 2020

Le celebrazioni

Dopo le celebrazioni per il bimillenario della morte di Ovidio nel 2017, i cinquecentenari della morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello nel 2020, i settecento anni dalla morte di Dante nel 2021, il 2023 sarà l’anno delle celebrazioni dei due millenni dalla nascita di Gaius Plinius Secundus (Plinio il Vecchio).
Como riprende a tessere il filo della memoria del patrimonio intellettuale universale con l’organizzazione dell’«Anno Pliniano» attraverso la realizzazione di progetti di promozione, ricerca, tutela e diffusione del pensiero e dell’opera di Plinio.
A partire dall’anno 2018, Fondazione Volta e Accademia Pliniana hanno lavorato d’intesa con Università, Associazioni e singoli esperti nazionali e internazionali al fine di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale legato alla figura di Plinio. E ciò attraverso iniziative culturali sia di studio che di divulgazione, a Como, in Italia e all’estero.
Al fine di organizzare e promuovere al meglio le attività necessarie a tale scopo, è fortemente auspicabile la costituzione di un Comitato Nazionale riconosciuto dal MiBACT.

``I Plinii``

Plinio il Vecchio, nato a Como il 23 d.C., è una figura cruciale del processo di sviluppo culturale europeo sia come primo “storico dell’Arte”, sia come grande testimone e narratore dell’Età Classica, così come la sua Naturalis Historia non solo è la più antica ‘enciclopedia’ giunta fino a noi, ma è anche una delle più significative opere della Antichità. In misura diversa ma non meno ricca, Plinio il Giovane è una figura assai rilevante della sua epoca, partecipe dell’apogeo dell’Impero Romano, cantore di una sensibilità quasi moderna, maestro della Rhetorica ars e modello nei secoli passati per stile, spirito di servizio e senso civico. L’influsso che i Plinii hanno saputo infondere sulle epoche formative d’Europa del Medioevo e del Rinascimento è tanto sostanziale quanto il loro studio continua ad essere indispensabile per la communis humanitas contemporanea